Disegno consapevole non è un percorso classico di avvicinamento al comporre immagini.
È un itinerario non lineare di esercizi inusuali, a volte bizzarri. Di giochi a percepire e a tracciare segni. È un allenamento sui fondamentali del rapporto con le immagini.
Una meditazione attiva e attenta a segni quasi invisibili.
È un approccio alle potenzialità di un guardare più penetrante. A fare della consapevolezza del percepire uno strumento di lavoro.

Disegnare, narrare graficamente, creare "oggetti visivi". Sono attività che vanno oltre il semplice tracciare segni sopra un supporto, materiale o digitale.
Sono qualcosa di più.
Ciò che colpisce in un'opera visiva è un'energia che non si esaurisce sulla superficie disegnata.

Che cosa fa vibrare internamente un'immagine? Che cosa la rende più o meno indimenticabile? Che cosa la mette in risonanza con altro: altre immagini, ricordi, odori, impressioni sfuggenti, misteri? Che cosa, semplicemente, le dà vita?

È qualcosa che si trova più in profondità: là, dove la profondità dell'immagine si confonde con le nostre profondità di esseri umani.
Disegnare è sempre stato, anche, scavare la realtà. Cercare verità nascoste, più radicali. Sì, disegnare è cercare, sperimentare, giocare anche: avventurarsi altrove e qui al tempo stesso. Un qui così vicino che di più non potrebbe essere, eppure quanto inesplorato!

Non c'è mappa da consultare, di questo territorio. Non c'è guida turistica che ci scorti tenendoci per mano. Men che meno funziona il GPS.
Si va.
Si affronta quel che si trova.
Si fa l'esperienza.

Il docente propone le esperienze, dà suggerimenti minimi essenziali per far sì che gli allievi non vengano sviati da preconcetti e abitudini. Accompagna.
Gli allievi affrontano le "prove", in cerca di qualcosa che, prima, non si può sapere che cosa sarà. Lo fanno ben forniti di curiosità e di tutte le abilità necessarie, che sono a portata di mano perché le possediamo tutti in quanto persone, ma molti di noi hanno dimenticato come si fa. E possono finalmente tornare a ricordare.

È un corso breve della Scuola d'Arte del Castello: nove avventure di tre ore ciascuna, una la settimana. La promessa è di uscirne diversi da come si arriva.

Docente: Lorenzo Sartori
Per informazioni:

lo.sartori@gmail.com